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Magical Tome

Cover of Robert Venturi e l'Italia
First published
2020
Publisher
Quodlibet
Pages
309 pages
ISBN
8822905962

Robert Venturi e l'Italia

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by Rosa Sessa

About this book

Gli anni giovanili sono fondamentali per la formazione di un intellettuale, perch©♭ ©· allora che le personalit©¿ incontrate e le esperienze vissute lasciano un'impronta indelebile. Il caso di Robert Venturi non fa eccezione: lo studio di Rosa Sessa ricostruisce, con il supporto di fotografie e fonti inedite, il percorso biografico e culturale di uno dei pi©£ significativi architetti del XX secolo, sottolineando l'importanza dei suoi maestri (Jean Labatut, Donald Drew Egbert), di alcune letture fondamentali (Henry-Russell Hitchcock, William Empson, Frank Lloyd Wright), e del dialogo con gli amici studenti (Philip Finkelpearl, William Weaver), ma soprattutto il peso formativo dei viaggi in Europa. A Filadelfia Venturi si era discostato dalla tradizione italoamericana ed era diventato un outsider multiculturale anche in questo ambito. Come nota Denise Costanzo nell'introduzione: ℗±L'identit©¿ italiana/americana di Venturi ha sfidato gli stereotipi perch©♭ era allo stesso tempo intima e distaccata, un esempio appropriatamente "non semplice" (non-straightforward) della sua categoria teorica dell'"e-e" (both-and)℗¿. Gli anni universitari, trascorsi sotto l'egida del "Princeton System" e del metodo del close reading, si concludono con un fondamentale primo viaggio a Roma (1948) e con la tesi Context in Architectural Composition (1950). Vengono poi le determinanti esperienze professionali presso Oskar Stonorov, Eero Saarinen e soprattutto Louis Kahn, i felici anni di nuovo a Roma trascorsi presso l'American Academy (1954-1956) e i frequenti viaggi in Italia, Francia, Grecia e Germania, seguendo i suggerimenti del grande storico Richard Krautheimer e di Ernesto Nathan Rogers. Il ritorno negli Usa coincide con la realizzazione dei primi progetti, come la casa per Vanna Venturi, e con la stesura di "Complessit©¿ e contraddizioni nell'architettura" (1966). Il presente volume si chiude con una conversazione con Denise Scott Brown, collega alla Penn University nel 1960, con cui Venturi strinse un indissolubile sodalizio intellettuale, sentimentale e professionale basato anche sul comune amore per la cultura italiana. [Testo dell'editore].

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